Terremoto, i danni ai beni artistici e culturali nei paesi colpiti

Terremoto, i danni ai beni artistici e culturali nei paesi colpiti

Il terremoto che ha colpito una vasta area tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo ha praticamente raso al suolo alcuni piccoli centri come Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, provocando oltre a vittime anche danni gravissimi alle strutture e ai beni culturali delle aree coinvolte nella tragedia.”Ci sono 293 beni immobili di valore culturale crollati o gravemente danneggiati” nel raggio di 20 km dall’epicentro del terremoto tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Ad annunciarlo il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. “Ma il numero è destinato ad aumentare – ha aggiunto il segretario Generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia – perché, come si sa, l’azione del sisma si espande lungo le falde e non in un cerchio geometrico intorno all’epicentro”. Dal Museo Civico alla Basilica di San Francesco di Amatrice, ecco alcuni dei monumenti ed i beni artistici che contraddistinguono questi territori colpiti dal cataclisma.

 

AMATRICE
“Metà paese non c’è più”. È l’urlo disperato di Sergio Pirozzi, il sindaco del comune retino, lanciato nel cuore della notte, poco dopo la scossa di terremoto di magnitudo 6 che ha fatto tremare il centro Italia alle 3:36. Monumenti romani, barocchi e rinascimentali sono disseminati nella città, che conta anche un’alta qualità urbanistica e un’ottimo sviluppo turistico-ambientale. Nel centro storico del paese svetta la Torre civica risalente al XIII secolo e le torri campanarie della chiesa di Sant’Agostino, caratterizzata da un bellissimo portale tardo gotico e dalla presenza di pregevoli affreschi quali l’Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli, e della chiesa Sant’Emidio, risalenti al quattrocento. Degne di nota sono pure la basilica di San Francesco della seconda metà del Trecento caratterizzata da un portale gotico di marmo e contenente nell’abside affreschi del XV secolo, e quella di Santa Maria di Porta Ferrata. Secondo il Ministero dei Beni Culturali, la splendida facciata della basilica di San Francesco ha perso il suo oculo. Ad Amatrice è presente il “Parco in Miniatura”, un giardino della conoscenza, dove sono riprodotti in scala i monumenti, gli animali e l’intero territorio del “Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga”.

 

ACCUMOLI

Epicentro del Sisma è stato Accumoli, comune italiano di 667 abitanti della provincia di Rieti, nella regione Lazio. Tra i suoi beni artistici ricordiamo la Torre civica del XII secolo. Larga in pianta, quadrata e slanciata, resta come simbolo delle antiche libertà comunali. È unica nel suo genere in tutta la Valle del Tronto. Innestato alla sinistra della Torre Civica si erge il Palazzo del Podestà. È un organismo orizzontale, a conci di arenaria squadrati e lisci, scandito al piano terra da due arcate, tipiche dei palazzi pubblici medioevali. Un altro monumento è il Palazzo del Guasto del XV secolo. Qui tra il 1427 e il 1433 predicò S. Bernardino come si evince dal monogramma su una delle sue finestre. Palazzo Cappello è un edificio a cinque piani del XVII secolo si erge al culmine dell’abitato nei pressi dell’antica rocca.  La parte originale è tutta in pietra a vista squadrata e con finestre monumentali mentre la parte aggiunta. All’ingresso del borgo da segnalare il monumento a Salvatore Tommasi, opera dell’architetto pitiglianese Enrico Lattes realizzata opera nel 1927.

 

PESCARA DEL TRONTO

Uno dei paesi più colpiti dal sisma è Pescara del Tronto, comune italiano di 667 abitanti della provincia di Rieti, nella regione Lazio. Nel paese di Pescara del Tronto da segnalare come edificio dal forte valore artistico la Chiesa parrocchiale dedicata alla Croce, edificata nella zona più alta del borgo dopo il 313 d.C., anno in cui l’imperatore Costantino concesse la libertà di culto. La ragione della dedicazione alla Croce nasce poiché, al suo interno, è custodita una piccola reliquia riportata da uno sconosciuto abitante che partecipò alle Crociate e, tornato in patria, volle dare il nome “della Croce” alla chiesa già esistente.

 

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