Siria, il sito archeologico di Palmira liberato dall’Isis

Siria, il sito archeologico di Palmira liberato dall'Isis

MILANO – La Siria è in uno stato di guerra civile dal 2011 e il sito archeologico di Palmira è rimasto sotto il controllo dei miliziani dal maggio 2015. Il gruppo terroristico ha già distrutto parte della città antica, che è un patrimonio mondiale dell’UNESCO. Da qualche giorno però le forze governative siriane hanno ripreso il controllo della zona storica.

PALMIRA LIBERA – Dopo una serie di grandi operazioni con il sostegno della aviazione siriana e russa la città di Palmira è stata liberata. “La riconquista di Palmira assesta un duro colpo all’Isis e segna l’inizio del collasso del gruppo terroristico”, ha detto un portavoce dell’esercito siriano.

(fonte afp)

(fonte afp)

 

I DANNI –  I terroristi hanno fatto saltare in aria con il tritolo il grande tempio di Bel, quello di Baal Shamin, le torri funerarie romane e l’arco di Trionfo. Sono ancora integre l’Agorà, il teatro romano, le mura delle città. Per fortuna sarà possibile restaurare “il Leone di Al-Lat”. Sono stati ritrovati i pezzi della statua di 15 tonnellate di pietra calcarea risalente al I secolo a. C distrutta lo scorso luglio dai miliziani.

Palmira 16 (Afp)

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VERSO RAQQA – Palmira, situata a 210 chilometri da Damasco, è considerata fondamentale per avanzare alla roccaforte Daesh di Raqqa nella Siria orientale. La città di Palmira e le sue rovine storiche sono state sotto controllo degli uomini di Abu Bakr al Baghdadi dal maggio del 2015 e risultano seriamente compromesse, come dimostrano le foto. Gli archeologi sono sotto shock per le devastazioni, nonostante la situazione nella zona sud-occidentale sia meglio di quanto ci si aspettasse.

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