Restauri a Paestum, l’anfiteatro e la baracca abusiva

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MILANO – Il caso di Paestum sta facendo parlare ma rappresenta una delle tante situazioni kafkiane italiane. In pratica, all’interno del famoso sito archeologico l’anfiteatro è “vittima” della catapecchia abusiva inamovibile.

IL CASO – L’allarme arriva dal giornalista Gian Antonio Stella che, dalle pagine del Corrieredenuncia lo scempio dell’area archeologica. La catapecchia abusiva è irremovibile anche se per i restauri dell’anfiteatro sono stati stanziati 38 milioni. Soldi che non possono essere utilizzati per comprare un rudere o rimuovere la strada che nell’Ottocento divise in due il sito. Nel corso degli anni poi tutta la parte est dell’area  è stata via via sommersa da casette e casone, ville e villini, trattorie e gelaterie, pizzerie e botteghe di cianfrusaglie…

IL DIRETTORE – Gabriel Zuchtriegel, che dal 2015 ha fatto parte della Segreteria Tecnica di Pompei prima di essere nominato direttore del Parco Archeologico e del Museo di Paestum, si è trovato a gestire un luogo poco curato (lampadine non funzionanti, moquette rovinata etc) scegliendo un progressivo recupero della struttura. un problema di soldi, ovviamente.

I FONDI – Dei 38 milioni di euro famosi, 20 sono stati stanziati dal ministero dei Beni culturali di Dario Franceschini e 18 da “Pon”, i fondi strutturali europei. Da anni la Fondazione Paestum cerca un modo per fare ammenda di questo inglorioso errore del passato ma la macchina della burocrazie mette i suoi stop. Adesso i lavori partiranno senza stravolgere troppo il tutto e quindi senza far rinascere a dovere l’area.

 

Foto: Miguel Hermoso Cuesta – Opera propria

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