Restaurata completamente Galleria Carracci in Palazzo Farnese

Restaurata completamente Galleria Carracci in Palazzo Farnese

Interamente restaurata per la prima volta nella sua storia, la Galleria dei Carracci riapre le sue porte oggi dopo 18 mesi di lavori. Gli azzurri, i verdi e l’oro originale del capolavoro seicentesco tornano ad essere visibili ai visitatori grazie ad un eccezionale team di restauratori e al finanziamento della più grande organizzazione internazionale privata per la tutela dei monumenti storici nel mondo.

MILANO – Luce, colore, plasticità delle figure. Sono questi i primi elementi che incantano il visitatore non appena la porta della galleria si apre, catapultando lo sguardo su questo capolavoro realizzato tra il 1597 e il 1608 e che, dopo un restauro durato 18 mesi, torna a risplendere nella sede dell’ambasciata di Francia a Roma. Grazie a un eccellente lavoro di squadra franco-italiano tutti i dipinti e gli stucchi sono stati sottoposti ad un restauro completo e accurato, se infatti alcuni restauri puntuali e localizzati della galleria tra il Seicento e l’Ottocento sono stati già realizzati, è la prima volta che i dipinti murali e gli stucchi (per una superficie totale di più di 600m2) sono soggetti ad un intervento completo. Si può tornare dunque ad ammirare , il Trionfo di Bacco e Arianna (personificazioni di Ranuccio Farnese e Margherita Aldobrandini), Diana sedotta da Pan, Mercurio, con la tromba in mano, mentre consegna il pomo d’oro a Paride e le storie racchiuse nei dodici medaglioni in finto bronzo: Ercole con il tamburello in compagnia di Iole, Polifemo e Galatea, Giove e Giunone, il Ratto di Ganimede, ed ancora Pan e Siringa, Apollo e Marsia, Orfeo e Euridice. Un trionfo di storie, ispirate all’Iliade, alle Matamorfosi di Ovidio, ma anche alle Georgiche di Virgilio, in un pendant compositivo di rara bellezza. Gli elementi decorativi della volta, le erme, le pareti corte della Galleria con le storie di Perseo e Andromeda, e quelle lunghe affrescate con le quattro figure di virtù, continuano a travolgere, a distanza di secoli, lo spettatore, rapendolo nel trompe-l’oeil, nel simbolismo di un capolavoro che ritorna a incantare, più affascinante che mai.

L’APERTURA AL PUBBLICO – Per festeggiare questo evento eccezionale, il Palazzo Farnese sarà aperto gratuitamente al pubblico in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, nei giorni 19 e 20 settembre con orari straordinari fra cui un’apertura notturna eccezionale.

IL RESTAURO – Un comitato scientifico composto da 35 membri eminenti venuti da tutta Europa. La scelta fatta è stata quella di un restauro conservativo, rispettoso dell’opera e della sua memoria storica. Reso necessario dal deterioramento causato dal passare dei secoli (infiltrazioni, fessure, annerimento dei dipinti), il restauro si è svolto in due fasi. La galleria è stata prima messa in sicurezza e consolidata poi una delicata pulitura è stata avviata con l’obiettivo di ritrovare un’armonia d’insieme tra le pareti e la volta. Per i dipinti murali, è stato deciso di conservare, durante la pulitura, la memoria storica dell’opera, in particolare gli interventi raffinati condotti dal pittore italiano Carlo Maratti nella seconda metà del Seicento.

GLI STUCCHI – Invece, un intervento approfondito di restauro è stato svolto sugli stucchi che avevano ricevuto a più riprese strati manutentivi durante i secoli. La scoperta dello stucco originale in buono stato di conservazione ha consentito alle decorazioni delle pareti di ritrovare tutta la loro luminosità originaria. Le statue delle nicchie (calchi dei marmi originali), anche loro restaurati, sono state ricollocate secondo la disposizione degli originali.

IL TEAM DI RESTAURATORI – Questo restauro storico ha mobilitato grandi professionisti : 26 restauratori italiani appartenenti a 6 imprese riunite nell’ Associazione Temporanea di Imprese Farnese (ATI Farnese) e selezionate nel gennaio 2013 dopo una gara d’appalto. Il loro lavoro minuzioso, realizzato a mano, centimetro dopo centimetro, è stato sostenuto costantemente dalle ricerche e analisi scientifiche effettuate dalla ditta Emmebi diagnostica con la collaborazione generosa del Laboratorio di Restauro dei Musei Vaticani. Il risultato ottenuto è il frutto di un lavoro di squadra franco-italiano esemplare sotto l’egida dell’Ambasciata di Francia in Italia e del Ministero italiano dei Beni Culturali, reso possibile grazie al World Monuments Fund, mecenate internazionale esclusivo dell’operazione Il restauro della galleria, condotto dall’Ambasciata di Francia, committente, e il Ministero dei Beni Culturali, direttore dei lavori, è il risultato di un lavoro di squadra franco-italiano esemplare.

TECNICHE E TECNOLOGIE – Impiegando un’ampia strumentazione e tecnologie a disposizione (diagnostica, analisi chimiche tra altre) queste analisi hanno permesso di comprendere le tecniche esecutive impiegate dagli artisti, di anticipare le difficoltà tecniche e di orientare la metodologia di restauro applicata dai restauratori. Le tecniche utilizzate sono state delle tecniche conservative ampiamente sperimentate come la pulitura degli affreschi con garze di carta Giapponese e acqua, oppure le iniezioni nelle lesioni di una resina invisibile dopo l’essicazione. Alcune situazioni problematiche senza soluzione evidente, come l’alterazione degli strati di blu individuate in alcuni affreschi, hanno imposto delle soluzioni innovative come l’utilizzo dell’alga giapponese funori.

LE ISCRIZIONI SCOPERTE – E’ una galleria arricchita di nuove scoperte che il pubblico potrà ammirare Una delle principali scoperte effettuate durante il restauro è stata la messa in luce sulle pareti della galleria di numerosi disegni e iscrizioni di natura molto varia : firme, date, disegni, ritratti, schizzi degli affreschi della galleria. La scelta è stata quella di pulirli e preservarli perché testimoniano il processo creativo dell’elaborazione della galleria, della vita del cantiere all’epoca dei Carracci e della fortuna critica dell’opera presso gli artisti del Seicento e Settecento.

ALCHIMIA FRANCO-ITALIANA – Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini ha dichiarato : “La completa e costante collaborazione tra il Ministero, attraverso le Soprintendenze e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, e l’Ambasciata di Francia in Italia è stato il punto vincente di questo importante restauro che restituisce al mondo lo splendore della Galleria Carracci di Palazzo Farnese. Un’armonia di intenti che ha permesso di condurre con successo un intervento delicato su di una superficie molto estesa, già sottoposta a due importanti restauri. Un lavoro che, grazie all’Ambasciata di Francia, sarà visibile a tutti gratuitamente in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio il 19 e 20 settembre”.

MECENATI INTERNAZIONALI ED ECCELLENZA ITALIANA – Bertrand du Vignaud, World Monuments Fund Europe, ha dichiarato : «Il restauro della Galleria dei Carracci coincide con la commemorazione dei 50 anni del World Monuments Fund. Questo progetto prestigioso testimonia la capacità dell’organizzazione di adottare il restauro di monumenti tra i più emblematici d’Europa e del mondo, e di associare la generosità dei suoi mecenati americani a quella dei suoi partners internazionali. La qualità notevole dei lavori è un nuovo esempio dell’eccellenza del lavoro dei restauratori italiani. “Mai come in questo luogo – spiega il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini – si capisce il significato della parola ‘patrimonio dell’umanità’: proprietà italiana, sede dell’Ambasciata francese e fondi privati internazionali. Soprattutto – aggiunge – si dimostra la straordinaria eccellenza, riconosciuta in tutto il mondo, dei nostri restauratori e dell’Istituto Superiore di Conservazione Restauro”. “L’Italia – concorda Bertrand du Vignaud, presidente del WMF Italia ed Europa – non ha solo i beni culturali più importanti al mondo, ma anche i restauratori più bravi. I Farnese avevano un patrimonio incredibile e qui abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, che le generazioni future giudicheranno”.

17 settembre 2015

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