Pompei, chiusi fuori 500 turisti per la protesta del personale

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Arrivati da tutto il mondo per ammirare le rovine di Pompei, ieri, 500 turisti hanno invece sfidato il solleone fino alle 10.30 del mattino:sono rimasti chiusi fuori dai cancelli a causa di una ”riunione sindacale”. Scioperi previsti fino al 26 giugno.

MILANO – ”L’ennesimo danno di immagine”. Commenta così Dario Franceschini gli avvenimenti dei giorni scorsi che hanno visto chiusi per ore i siti archeologici di Pompei ed Ercolando causando non poco disagio a tanti turisti che, come sempre in questo periodo, decidono di scegliere il nostro BelPaese come meta per le loro vacanze (ogni anno solo oltre due milioni). Putroppo però, gli oltre 500 turisti che il 22 giugno si sono recati a Pompei per ammirare le rovine ‘congelate’ dall’eruzione del Vesuvio del ’79, sono rimasti chiusi fuori dai cancelli. Costretti a sopportare il solleone fino alle 10.30 del mattimo. La causa? Una riunione sindacale.

LA PROTESTA – I turisti sono stati bloccati da una protesta sindacale  promossa da Cisl, Unsa, Filp e Usb di Pompei.Riunione che sarebbe dovuta durare ad oltranza ma che, fortunatamente, si è chiusa anticipatamente alle 10.30 (anziché alle 12.30 come previsto).

LE CAUSE – A scatenare la protesta sarebbero eccessivo carico di lavoro, lo stop alla chiusura settimanale, l’anticipo di mezzora dell’apertura mattutina e, soprattutto, come è ovvio, un problema di soldi. I sindacati lamentano i mancati incentivi e il tardivo pagamento di alcune spettanze arretrate. Così, mentre se ne restano a discutere per ore nell’Auditorium, migliaia di turisti attendono sconsolati davanti alle rovine chiuse per sciopero.

LE CHIUSURE – Un danno di immagine davvero rilevante. Soprattutto se, come annunciato, le chiusure di Pompei ed Ercolano si protrarranno ancora per giorni. Gli stessi sindacati hanno annunciato blocchi di quattro ore fino a giovedì 26 giugno, sempre con le analoghe modalità: 8,30-12,30 in modo da bloccare davanti agli ingressi le migliaia di turisti scaricati dalle navi da crociera nel porto di Napoli.

IL MINISTRO DARIO FRANCESCHINI – ”C’è bisogno di una nuova norma che consenta di ricorrere, in casi eccezionali, alla precettazione del personale per scongiurare le chiusure e tutelare i diritti dei visitatori – commenta il ministro Dario Franceschini – il tema delle chiusure dei luoghi della cultura deve essere risolto alla radice e andando oltre Pompei. I musei e i siti archeologici siano servizi pubblici essenziali, peraltro di grande valore e importanza’.

23 giugno 2014

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