Patrimonio artistico, bonus fiscale per chi valorizza le dimore storiche

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MILANO – Uno sconto sulle tasse per chi investe nella ristrutturazione delle dimore storiche. Come è avvenuto con il bonus per l’acquisto di mobili o infissi che hanno aiutato settori in difficoltà, stavotla lo stesso meccanismo viene applicato alle dimore storiche,  50 mila immobili privati fra palazzi, castelli e ville sparse su tutto il territorio nazionale.E’ quanto riportato oggi sul sito del Corriere della Sera.

 

PRESERVARE IL PATRIMONIO PRIVATO – La proposta è stata avanzata nei giorni scorsi a Roma nel corso dell’assemblea dell’associazione delle dimore storiche italiane (Adsi). Patrimoni privati non sempre conservati nel migliroe dei modi e che, secondo il presidente dell’associazione Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, ”rischia di sgretolarsi e crollare come sta succedendo a quello pubblico’.

  

CREARE RETE – La bontà dell’iniziativa è supportata da indagini di mercato.Secondo uno studio di Luciano Monti, professore di Politica economica europea alla Luiss di Roma, sulle dimore storiche si può intervenire tagliando del 30% la Iuc, l’imposta comunale unica che somma Imu e Tasi, con il risultato di portare allo Stato tra i 100 e 120 milioni di euro in più sotto forma di tasse aggiuntive. Per ottenere questo, però, è necessario che il proprietario investa non solo per restaurare ma per valorizzare l’immobile, ma anche nel migliorare i servizi per la fruizione e nel creare rete con altre realtà del territorio creando un circuito che potrebbe alimentare il turismo in zona e dare così dare fiato all’economia.

 

RISCHIO DI SPARIRE – Secondo uno studio della società di consulenza Deloitte, che riguarda la Toscana, oggi solo 4 dimore storiche su 10 riescono con le loro attività a coprire i costi di manutenzione e restauro, mentre una dimora su quattro non ha ricavi. Oltre ai grandi tesori che rendono bene e a volte benissimo, ci sono anche palazzi sconosciuti che, con il vincolo del restauro obbligatorio, possono trasformarsi per i proprietari in un peso insostenibile. Con il rischio di sparire per sempre dalla mappa del nostro patrimonio.

 

18 maggio 2015

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