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Mura Aureliane, riemersi 80 metri di cinta durante i lavori per la metro C

MILANO – A pochi passi dalla Basilica di San Giovanni, la cattedrale di Roma, un ritrovamento archeologico che gli addetti ai lavori giudicano eclatante: ottanta metri di Mura Aureliane mai viste, che si credevano perdute e che invece erano lì sotto, sotto l’attuale piano di calpestio, intatte, scoperte durante i lavori di scavo per la (futura) metro C. Per secoli si era pensato che quel tratto di mura fosse crollato, o abbattuto per realizzare il terrazzamento settecentesco di fronte alla Basilica. Invece è ancora lì e potrebbe riservare altre sorprese. Paradossalmente infatti, con l’interramento di tre secoli fa si è salvato dalla tante trasformazioni dovute agli agenti atmosferici, a Roma Capitale ecc. Intanto è certo è che il tratto ritrovato non sarà più ricoperto, ma piuttosto reso compatibile con il prosieguo dei lavori di una fondamentale infrastruttura, attesa da decenni. L’idea è quello di realizzare in tempi rapidi un camminamento aperto al pubblico, che dal tratto di cinta riscoperto, scavallando le Porte Asinaria e San Giovanni, proceda lungo via Carlo Felice fino a Santa Croce in Gerusalemme. 

 

L’ALLARME DELLA SOVINTENDENZA – Pochi giorni fa, il 25 marzo, è stato lanciato l’allarme dalla sovrintendenza in merito all’urgenza di dar luogo ad un serio e concreto restauro delle Mura. Oltre 6,4 chilometri delle Mura Aureliane sarebbero infatti a rischio e bisognerebbe intervenire con una certa urgenza, ma il cantiere costerà 42 milioni. A lanciare l’allarme è il sovrintendente capitolino ai Beni culturali Claudio Parisi Presicce, intervenuto a una conferenza all’università di Roma Tre. ‘Si tratta – ha aggiunto – di interventi conservativi di prevenzione o di ripristino delle cortine murarie. Siamo al lavoro su possibili sinergie tra pubblico e privato per mettere insieme i fondi necessari agli interventi, per i quali è prevista una spesa di circa 42 milioni di euro’.

 
La stima è stata resa possibile dal progetto ‘Osservatori’, spiega Presicce che ‘ci ha dato la possibilità di inserire in una banca dati tutte informazioni possibili sulle Mura Aureliane, informazioni che ora costituiscono un patrimonio enorme e che hanno consentito di intraprendere importanti percorsi di tutela del monumento. Abbiamo monitorato lo stato di conservazione e fatto una raccolta di documenti d’archivio, relativi a precedenti restauri e fotografici, e una revisione grafica centimetro per centimetro sullo stato di conservazione dei paramenti murari’. Da lì la stima degli interventi urgenti.

 

 
30 marzo 2015

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