Milano, riaperta la Sala dell’Asse di Leonardo al Castello Sforzesco

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Apre al pubblico la Sala delle Asse, lavori sospesi durante l’Expo. Sulle pareti e sulla volta verrà proiettato un filmato che mostrerà i risultati delle immagini multi spettrali, a luce radente o in altissima definizione

 
MILANO – Riapre al pubblico il 28 aprile, in occasione di Expo, la leonardesca Sala delle Asse all’interno del Castello Sforzesco di Milano. I lavori di restauro del disegno della sala, che proseguiranno anche dopo l’esposizione, saranno sospesi e la sala resa accessibile grazie a un parziale disallestimento dei ponteggi. Ma le scoperte avvenute grazie alle operazioni di questi mesi potranno comunque essere visibili grazie a un progetto multimediale basato su proiezioni, ologrammi e illuminazione puntuale realizzato da Culturanuova con il contributo di Banca Intesa.

 
In particolare sulle pareti e sulla volta verrà proiettato un filmato che mostrerà i risultati delle immagini multi spettrali, a luce radente o in altissima definizione. Verrà mostrato il lavoro di documentazione digitale che prevede una fruizione a più livelli, da quello tecnico scientifico per gli addetti ai lavori al più divulgativo per il grande pubblico. «Avevamo due strade davanti a noi – ha detto l’assessore milanese alla Cultura Filippo Del Corno a margine della presentazione della Sala -. Durante l’Expo potevamo chiudere tutto per i restauri come si fa di solito, oppure potevamo aprire le nostre scoperte al pubblico. Abbiamo scelto la seconda: d’altronde Milano è la città delle sperimentazioni». «L’apertura della sala – ha aggiunto – fa parte della valorizzazione in vista di Expo della rete leonardesca della città, che ha un altro tassello fondamentale nella mostra di Leonardo a Palazzo Reale».

 
LA STORIA – La leonardesca Sala dell’Asse, che si trova al primo piano del torrione nord-orientale del Castello Sforzesco di Milano, prende il nome dalle assi di legno che si ritiene un tempo rivestissero le pareti. La decorazione a Intrecci vegetali con frutti e monocromi di radici e rocce sono una pittura parietale a tempera su intonaco di Leonardo da Vinci (ripassata in epoca moderna), databile al 1498 circa.

 
Alcune fonti ricordano l’attività di Leonardo da Vinci al Castello Sforzesco per conto di Ludovico il Moro. In particolare, in una lettera del 1498 il cancelliere Gualtiero Bescapè ricorda al Duca come entro il settembre di quell’anno l’artista avrebbe finito la decorazione della Sala delle Asse.
Perduta la memoria della decorazione e ricoperta da altri intonaci, nel 1893-1894 venne riscoperto l’intreccio di motivi vegetali. Nel 1901-1902 si procedette però a un restauro discutibile, con reintegri che compromisero a lungo una lettura integrale e corretta dell’originale. Nel 1954 venne completata una nuova campagna di restauro che restituì la leggibilità critica del ciclo.

 
LA DECORAZIONE – La decorazione riguarda la volta e la parete nord della sala. Essa si basa su un fitto intreccio di rami e fogliame, che si sviluppa in una sorta di pergolato e sfonda idealmente la parete della sala chiusa, trasformandola in un brano di paesaggio all’aperto. Particolarmente interessante è il frammento sulla parete est, messo in luce nel 1954, ricoperto da disegno preparatorio monocromatico bianco nero, dove si vedono grosse radici che penetrano in alcune stratificazioni rocciose: si tratta della base del fusto dell’albero, da cui originariamente si dipartivano tutte le fronde verdeggianti che coprono la volta della sala, intrecciandosi secondo motivi geometrici. Questa scoperta ha confermato inequivocabilmente come il programma iconografico non fosse circoscritto alla volta, la parte oggi meglio conservata, ma intendesse svilupparsi ampiamente anche sulle pareti circostanti. Tracce teoriche della decorazione con motivi vegetali si trovano nella sezione Degli alberi e delle verdure nel “Trattato della pittura”.

 

 
28 aprile 2015

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