Mausoleo di Augusto, i sei milioni che la burocrazia romana rischia di perdere

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Si torna a parlare del Mausoleo di Augusto per i sei milioni di euro che la burocrazia capitolina rischia di sprecare. Un luogo storico – che peraltro si trova in centro a Roma: fra via del Corso e l’Ara Pacis – e che rischia di finire nel dimenticatoio perdendo i super fondi privati.

IL CASO – Il bando del restauro è stato annullato e riscritto, questo mentre i fondi privati sono in scadenza. Il Comune di Roma, tra tanti sprechi e abusi, oramai noti ai più, non ha mai reperito i fondi necessari per la manutenzione del Mausoleo di Augusto, la tomba antica più grande dopo le piramidi, edificata nel 28 avanti Cristo. Il Municipio capitolino investiva 42 milioni per ospitare nel luogo di sepoltura del fondatore dell’Impero romano le persone bisognose senza mar riportarlo agli antichi splendori.

I FONDI – Tim nel 2015 ha messo a disposizione sei milioni di euro, uniti ai quattro reperiti dallo Stato e dal Comune. Per poter utilizzare i fondi i lavori devono partire però entro il 31 ottobre 2016 ma c’è chi si è messo di traverso, i burocrati del Campidoglio, lanciando un j’accuse sulla gara bandita con il metodo dell’offerta più economicamente conveniente. In proposito, Sergio Rizzo scrive sul Corriere della Sera: “Si deve quindi rifare il bando e come prevedibile il Comune è sommerso dalle offerte anomale: per l’esattezza, 25. Vanno esaminate, per poi venire escluse, una a una. Passano mesi e quando si arriva alla fine e si aggiudica la gara, c’è ancora da far trascorrere il tempo per gli eventuali (e purtroppo soliti) ricorsi al Tar. Alla scadenza del 31 ottobre manca soltanto un mese”.

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