LoveItaly, “siamo tutti coinvolti” per salvare l’Italia

LoveItaly, “siamo tutti coinvolti” per salvare l’Italia. Nasce una piattaforma di crowdfunding per la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano.

Nasce LoveItaly, piattaforma internazionale di crowdfunding per la tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. Un approccio che parte dal basso per salvaguardare i nostri beni culturali attraverso donazioni.

MILANO – Il crowdfunding sembra essere la moda del momento. L’idea di un finanziamento collettivo ormai è stata applicata ad ogni tipo di progetto e adesso sembra deviare anche in campo artistico e culturale. È così che è nato LoveItaly, una piattaforma che, sotto forma di associazione no profit, mira a creare una comunità globale che partecipi attivamente alla salvaguardia dei beni culturali attraverso microfinanziamenti collettivi di progetti specifici di restauro, in totale trasparenza e tracciabilità. Un approccio rovesciato, che parta dal basso, per la tutela e la promozione dei capolavori artistici del nostro Paese.

RICONSIDERARE IL PATRIMONIO CULTURALE – Sebbene l’Italia vanti di un patrimonio artistico eccezionale e abbia il maggior numero di siti Unesco al mondo che attirano circa 48 milioni di presenze turistiche all’anno, non si preoccupa di investire in modo adeguato in campo culturale . “Per ritrovare il suo posto nel mondo – afferma Richard Hodges, Presidente di LoveItaly! – l’Italia deve puntare su ciò che ha di più prezioso: il suo inestimabile patrimonio culturale. Il territorio italiano è un sito di valore universale e, in quanto tale, tutti sono chiamati a contribuire”.

I SOCIAL PER EDUCARE – “Attraverso i social contiamo di raggiungere milioni di persone e di creare una comunità globale che partecipi attivamente — ha detto Luigi Capello, co-fondatore e amministratore delegato di LVenture, il gruppo che ha donato la tecnologia e la comunicazione, oltre a qualche migliaio di euro. Con il progetto, vogliamo contribuire a creare un senso di attaccamento e di rispetto per il nostro patrimonio culturale”. Fabio Galeandro, funzionario archeologo presso la Soprintendenza Speciale Pompei, aggiunge “Il crowdfunding è una formula importante perché crea una relazione con il monumento, ci si sente attivamente partecipi, coinvolti – ha detto. È una forma che avvicinerà le persone alla cura del patrimonio”.

COME VERRANNO INVESTITI I GUADAGNI – Già pronti i primi due progetti. Il primo riguarderà il restauro di un Cubicolo della Domus del Centauro a Pompei, una lussuosa stanza del II secolo avanti Cristo. Il secondo sarà il restauro del “Tiaso Marino”, un sarcofago di età imperiale custodito nella Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma.

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25 ottobre 2015

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