L’Aquila, lo stato dei beni culturali colpiti dal sisma del 2009

L'Aquila, lo stato dei beni culturali colpiti dal sisma del 2009

MILANO –  Ricorre oggi il settimo anniversario del devastante sisma che colpì la città de L’Aquila e l’Abruzzo il 6 aprile 2009. Un terremoto che causò 309 morti e danni gravissimi alle strutture e ai beni culturali delle aree coinvolte nella tragedia.

I DANNI –  Sono circa 1400  i beni pubblici sottoposti a vincolo di tutela: tra chiese, fontane, mura, strade e castelli. Per quanto riguarda invece il patrimonio privato di pregio artistico-architettonico vede ben 700 edifici vincolati: 476 nel capoluogo (di cui 300 nel centro storico e 176 nelle 60 frazioni) e 200 nei 56 borghi del cratere.

I NUMERI – L’area della ricostruzione è dunque molto vasta e seriamente compromessa dal terremoto di magnitudo momento di 6,3, 5,8 della Richter. A 7 anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila, sono stati spesi oltre 4 miliardi di euro per la ricostruzione della città. Di cui 5,1 miliardi di euro inseriti nella legge di stabilità del 2015. Sarebbero 263 i cantieri aperti all’interno della città e 424 nel territorio comunale.

I MONUMENTI – Tra i monumenti colpiti e in corso d’opera la Basilica di Collemaggio, uno dei simboli dell’Aquila, i cui lavori sono iniziati nel 2015 e dovrebbero terminare entro due anni. Tra i più noti anche la Chiesa delle Anime Sante, grazie al contributo economico della Francia (50% del finanziamento), uno dei pochi Paesi stranieri ad aver mantenuto le promesse della famosa “lista di nozze” di monumenti da adottare presentata da Berlusconi al G8 del 2009. Quasi completati grazie al finanziamento della Russia i lavori di Palazzo Ardinghelli. La basilica di San Bernardino da Siena, invece, dopo sei anni di lavoro torna a splendere. Nella lunga lista di opere in restauro annoveriamo anche la Fontana luminosa, quasi terminata come la Chiesa-Teatro di San Filippo.

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