La ”Cappella Sistina” milanese torna a risplendere dopo 30 anni di restauri

Dal 22 giugno la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore viene restituita a Milano e al mondo, interamente restaurata. La “Cappella Sistina di Milano” e i suoi 4000 metri di preziosi affreschi saranno visibili al pubblico dopo un lungo e faticoso lavoro di pulitura e risanamento.

 

MILANO – Dal mondo dell’arte arriva un’importante e attesa notizia. E’ giunta al termine, dopo essere durata 30 anni ed costata circa quattro milioni di euro, l’ingente opera di restauro della Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore a Milano. Un vero e proprio gioiello considerato la “Cappella Sistina” ambrosiana per via dei circa 4mila metri di affreschi che decorano le sue superfici interne fino alla volta.

 

PROGRAMMA DI VALORIZZAZIONE – La monumentale opera di recupero, cominciata nel 1985 con una donazione destinata alla tutela dei dipinti, dal 1997 è sostenuta dalla Banca popolare di Milano. Partendo dalle cappelle del coro e procedendo con rigore lungo un tortuoso percorso di puliture e bonifiche, il programma di valorizzazione del patrimonio si è spinto fino alla facciata. ‘Sei presidenti da allora sono passati, dice Piero Giarda della Bpm, ma la decisione di adottare la chiesa di San Maurizio al monastero maggiore non è mai stata messa in discussione’.

 

NUOVA VITA AGLI AFFRESCHI – Gli affreschi, importante testimonianza della pittura lombarda del Cinquecento, erano completamente oscurati dall’usura del tempo e dall’incuria, ma grazie a questo intervento regaleranno ai visitatori uno spettacolo cromatico di stupefacente bellezza. Il progetto di restauro oltre a credere nel valore storico, artistico e culturale del monumento, è stato promosso dalla Banca come un modo per creare ricchezza e occupazione.

 
COME SE IL TEMPO SI FOSSE FERMATO – L’edificio accoglie il visitatore in uno spazio grandioso e solenne. ‘In San Maurizio è come se la storia milanese si fosse fermata al secolo XVI. Nelle due sale che dividono la chiesa, una destinata al pubblico e l’altra alla clausura delle monache benedettine del Monastero Maggiore, la decorazione pittorica che copre integralmente l’articolata struttura architettonica permette di approfondire la storia della pittura, della società, della liturgia, della politica, della fede, della moda, del collezionismo di Milano nel XVI secolo’ scrive Sandrina Bandera, direttore storico dell’arte alla Soprintendenza ai beni artistici e storici di Milano, che ha diretto i lavori eseguiti dal Centro di Restauro di Paola Zanolini e Ida Ravenna, sottolineando il valore di tali opere e il loro significato nella storia sociale e culturale della città.

 
LA CHIESA DI SAN MAURIZIO AL MONASTERO MAGGIORE – La chiesa, costruita all’interno dell’importante Monastero Maggiore delle Benedettine, è opera di Gian Giacomo Dolcebuono. Viene edificata nel 1503 sulle rovine di un’antica chiesa annessa al monastero, demolito nel 1799. La facciata è rivestita con pietra grigia e contrasta con la decorazione interna ricca di ori e affreschi. L’interno è diviso da un tramezzo in due vani di uguali dimensioni: uno destinato a chiesa pubblica, l’altro a coro delle monache. Una ricca decorazione pittorica copre integralmente l’articolata struttura architettonica: si tratta della testimonianza più organica di settant’anni cruciali di pittura a Milano, dagli anni Dieci del Cinquecento alla fine del secolo. Nel coro si trovano dipinti del Bergognone, mentre nelle cappelle sono conservati affreschi del Lomazzo e dipinti di Antonio Campi. Nella terza cappella a destra sono le celebri pitture di Bernardino Luini, portate a termine dai figli Aurelio e Giovan Piero Luini. A Simone Peterzano si deve invece la decorazione della facciata interna della chiesa.

26 giugno 2015

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