In pericolo le splendide torri costiere della Sardegna

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Le splendide torri costiere della Sardegna rischiano di subire danni irreparabili. A causa di un terremoto la torre Scau ‘ e Sai è già crollata; ora lungo la fascia costiera della penisola del Sinis ne restano solo due da salvare, quella di Capo Mannu e quella di Sa Mora. 

Rischiano di sparire a causa del tempo e della mancanza di manutenzioni le splendide torri costiere della Sardegna. Delle cento vedette del mare presenti oggi nell’isola circa il 25% è costituito soltanto da ruderi e il 35% è in condizioni precarie. Mentre il rimanente 40%, grazie ai lavori di restauro fatti, è in buono o ottimo stato.

Dal settembre del 2008 una ventina delle torri sono entrate a far parte del patrimonio della Conservatoria delle coste dopo una delibera della giunta regionale che ha redatto un primo elenco delle aree di particolare rilevanza paesaggistica e ambientale. La speranza è che anche il resto delle torri venga adesso ceduto al più presto dallo Stato. I problemi stanno proprio qui. La Conservatoria delle Coste è stata infatti commissariata dalla Giunta di centro sinistra del presidente Francesco Pigliaru e quindi di conseguenza si è anche fermata la sua attività insieme ai diversi interventi di restauro avviati negli ultimi anni.

Molte delle torri costiere rischiano quindi di fare la fine della torre di Scau’e Sai, eretta nel ‘600. Era crollata nell’estate di due anni fa proprio durante i primi interventi di consolidamento messi in atto dalla Conservatoria delle coste. Le cause, come avevano confermato i tecnici, erano dovute ai fenomeni di dissesto idrogeologico ed erosione marina che stanno interessando i litorali dell’intera costa del Sinis. I lavori, avviati propri pochi mesi prima del crollo, avevano oltretutto stabilizzato la struttura portante della torre. Quel pomeriggio dell’estate del 2012 però la falesia era franata sotto le fondamenta e la facciata ovest di Scau’e Sai si era sbriciolata come se fosse stata colpita da un violento terremoto. Centinaia di metri cubi di pietre e di malta erano finiti in mare e sulla parte a terra sottostante.

Da allora tutta la zona è pericolante: rischia di franare un altro tratto di litorale a poca distanza dal primo già precipitato. L’intero perimetro attorno ai ruderi della torre è stato così transennato e messo in sicurezza. Con ogni probabilità, vista la situazione, solo lo spostamento della torre verso l’entroterra, di una ventina di metri, avrebbe potuto salvare quel pezzo di storia che è scomparso in pochi istanti. Ora lungo la fascia costiera del territorio del paese rimangono solo due torri, quella di Capo Mannu e quella di Sa Mora. La messa in stand by della Conservatoria rischia ora di dare il colpo di grazia non solo a questi due monumenti ma anche al resto delle torri costiere della Sardegna.

Elia Sanna

15 luglio 2014

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