Furti d’arte, recuperati una statua romana e un Picasso

MILANO – Super blitz dei carabinieri dei beni culturali che in due diverse operazioni hanno recuperato un Picasso da 15 mln di euro e una rara e preziosa statua romana a tutto tondo del II-III sec. d.C. raffigurante il dio Mitra nell’atto di uccidere il toro. 

 

IL RECUPERO – L’eccezionale recupero è il risultato di una più complessa manovra investigativa intrapresa sul monitoraggio e la ricostruzione della catena criminale tuttora attiva nelle aree archeologiche di Roma e dell’Etruria meridionale. La seconda opera recuperata è un Picasso, olio su tela “Violin e boutille de bass”. Infine l’olio su tela del XVII Secolo, dell’artista Luca Carlevarijs (1655-1731), trafugato a Roma nel 1984 da una collezione privata. Nel settembre 2014, a Milano, durante la perquisizione dell’abitazione di un mediatore d’arte, indiziato di ricettazione ed esportazione illecita di un importante dipinto individuato negli Stati Uniti, vennero rinvenute 190 foto di opere pittoriche, tra cui una raffigurante la veduta di Piazza San Marco di Venezia.

 
LA TELA DI PICASSO – L’opera risalente al 1912, appartiene al periodo di pieno cubismo dell’artista spagnolo. La vicenda del Picasso ha preso le mosse grazie alla presentazione dell’opera da parte della casa d’aste Sotheby’s, in nome e per conto di un pensionato romano che dichiarava di esserne l’attuale proprietario, all’Ufficio Esportazioni di Venezia, per ottenere il rilascio dell’attestato di libera circolazione. Il dipinto olio su tela intitolato ‘Violin e boutille de bass’, di 54 x 45 centimetri, datato 1912, era presentato come opera di Picasso e con un valore dichiarato di 1,4 milioni di euro. Un valore apparentemente troppo basso, tanto da suscitare il sospetto che il dipinto fosse un falso e innescare, per questo l’attività investigativa dei carabinieri. Le indagini intraprese dalla Sezione Falsificazione ed Arte Contemporanea del Reparto Operativo, hanno rivelato che il quadro era entrato nella disponibilità del pensionato nel 1978, quando gestiva un’attività commerciale di corniciaio a Roma.

 
In quel periodo si presentò alla bottega del corniciaio un signore molto anziano, con un portafoto della moglie scomparsa, cui era profondamente legato ed il cui vetrino era stato accidentalmente rotto dalla domestica. Il corniciaio, vista la semplicità dell’intervento, eseguì la riparazione gratuitamente e l’anziano signore, rimasto anonimo, decise di ringraziarlo regalandogli una tela, che gli portò due giorni dopo. Il corniciaio, ignorando completamente la vera natura del dipinto, lo conservò in modo approssimativo e senza particolari cautele per circa 36 anni, sino a quando non ne scoprì, casualmente, la possibile attribuzione. Gli accertamenti tecnici svolti dal Cnr hanno permesso di stabilire che l’opera è effettivamente attribuibile a Pablo Picasso e che la stessa è presente nel catalogo Zervos, edizione del 1961, priva di indicazioni sulla collocazione dell’epoca. Sono in corso ulteriori verifiche per stabilire con certezza la provenienza originaria dell’opera.

 
LA STATUA – La statua romana, ritrovata dai carabinieri nei dintorni di Fiumicino confusa tra le piante sul camioncino di un vivaio, proviene dalla zona di Tarquinia, dove era stata scavata di frodo. Si tratta di un’opera che ha un grande valore (la stima parte dagli 8 milioni di euro) , per le condizioni di particolari integrità nelle quali è stata ritrovata e per il soggetto che rappresenta. Se ne conoscono solo un paio di esemplari simili, conservati al British Museum e ai Musei Vaticani. Proprio per questo, è stato anticipato oggi nella conferenza stampa al Mibact , la statua del dio Mitra verrà prossimamente esposta in una mostra ai Vaticani, per poi tornare a Tarquinia.

 
Sia il Picasso sia la statua stavano per essere esportati.

 

 
27 marzo 2015

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