‘Civita di Bagnoregio non deve morire”. L’appello di intellettuali e artisti

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MILANO – ‘Civita di Bagnoregio non deve morire. Diventi patrimonio Unesco’. Un appello per tenere vivo il piccolo centro etrusco di Civita di Bagnoregio è quello lanciato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Ma i firmatari sono tanti: da Giorgio Napolitano a Massimo Cacciari, da Bernardo Bertolucci a Ettore Scola, da Andrea Camilleri a Dacia Maraini. Tutti insieme per rilanciare un luogo d’incontro tra Lazio, Toscana e Umbria nell’ambito del progetto ‘ABC Arte Bellezza e Cultura‘, voluto dalla Provincia di Roma.

TUTELA DEL PAESAGGIO STORICO – Si tratta di un progetto ambizioso per richiamare l’attenzione internazionale riguardo a Civita di Bagnoregio, borgo di straordinaria bellezza, località unica al mondo, che rischia di scomparire per l’azione combinata di calamità, agenti atmosferici e incuria. Il rischio è che’Lo Stato non basta’, ha affermato lo psichiatra Paolo Crepet, anch’egli coinvolto nell’iniziativa. ‘Organizziamo un concerto, facciamo fundraising’. Sulla stessa linea Barbara Ensoli, scienziata dell’Istituto Superiore di Sanità impegnata in attività di ricerca sull’Aids. ‘Una volta lì, si rimane incantati, sembra di essere in un film di fantasia. In Italia, abbiamo tesori inestimabili di cui si sono occupati poco i governi’. Tra i 36 personaggi firmatari del progetto anche Ennio Morricone, Dante Ferretti, Eugenio Scalfari, Tiziano Terzani, Giuseppe Tornatore, Oliviero Toscani, Umberto Veronesi.

DIFENDERE I BORGHI STORICI ITALIANI – Le istituzioni? Non stanno a guardare. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini che in una lettera scrive: ‘Civita di Bagnoregio è di per sè un simbolo: sito di fondazione etrusca, poi colonia romana, patria di San Bonaventura, uno dei protagonisti della vicenda francescana, questo luogo è capace di riassumere parte importante dell’evoluzione civile, culturale e religiosa dell’Occidente’. Nel messaggio, Franceschini precisa un impegno: ‘Come Civita, tantissimi sono i borghi italiani ricchi di storia, arte e tradizione. È nostro preciso dovere difendere e valorizzare questo patrimonio diffuso, parte integrante della nostra identità e possibile volano dello sviluppo sostenibile della comunità”.

20 maggio 2015

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