Allarme Unesco, cemento e degrado a Firenze

Allarme Unesco, cemento e degrado a Firenze

FIRENZE – Firenze sotto la lente dell’Unesco. Tutto è iniziato lo scorso maggio quando al sindaco fiorentino Dario Nardella  è arrivata una lettera che ufficializzava il controllo del capoluogo toscano da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

IL CASO – Il contenuto, inizialmente top secret, è stato divulgato su richiesta dei consiglieri dell’opposizione. Tramite l’Icomos l’ong lancia l’allarme chiedendo una spiegazione al Comune. Il testo presenta i rilievi sulla tutela del centro storico della città mettendo in guardia la Giunta comunale sui possibili interventi a detrimento del patrimonio culturale. L’Unesco si riferisce nello specifico all’assalto del turismo ai monumenti. I tunnel della Tav e della nuova tramvia che passerebbero troppo vicino ai capolavori artistici, come il progetto renziano del mini metrò vicino al Duomo.

IL DEGRADO DEI PALAZZI STORICI – Nel mirino anche lo shopping immobiliare, con palazzi storici che in mani  di privati diventano alberghi e residenze di lusso, e qui il riferimento va in particolar modo alla Rotonda del Brunelleschi. Firenze non è la prima città a finire nella black list dell’Unesco, prima Venezia per le navi poi Pompei per gli scavi. Il problema, comunque, è che l’erede di Renzi non ha ancora applicato il piano di gestione della tutela in maniera completa. Nardella avrebbe presentato comunque un piano di misure contro il degrado.

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